Assunzione dipendenti nella Srl Semplificata

Le Srl semplificate sono un tipo di società a responsabilità limitata che si differenziano da quelle ordinarie per alcuni motivi. Inizialmente, ad esempio, erano state destinate ai minori di 35 anni, ma poi questo limite di età è stato abolito. Fra le altre differenze rispetto alle Srl “normali”, la forma semplificata consente di risparmiare alcuni costi al momento della sua creazione, infatti, per poter costituire una Srls non si pagano le spese notarili e alcuni bolli.

La differenza principale, però, consiste nella quota di capitale necessaria per poter creare questo tipo di società. Infatti, per le srl semplificate è sufficiente avere un euro. Il capitale massimo per le società a responsabilità limitata semplificate è invece di 9.999 Euro. A parte questo, per il resto le Srls sono praticamente uguali alle Srl ordinarie, al punto che non godono di particolari vantaggi. Un’altra caratteristica comune fra le Srl ordinarie e quelle semplificate riguarda il fatto che in entrambi i casi è possibile assumere dipendenti in base alle esigenze della società e al tipo di attività svolta.

Se vuoi fare delle domande, contattaci. Saremo lieti di aiutarti.


I soci possono essere anche lavoratori dipendenti?

Questo è un punto piuttosto controverso nell’ambito della legislatura italiana. Innanzitutto, il primo dubbio che sorge nel caso di una società a responsabilità limitata riguarda il fatto che i ruoli di socio e di lavoratore dipendente sono piuttosto distinti. Infatti, il socio è colui che contribuisce alla costituzione di un’impresa partecipando, nel caso delle Srl, con una quota del capitale stabilito per la sua creazione. Il lavoratore dipendente, d’altra parte, è un individuo che svolge un certo lavoro per un datore. Far coincidere questi due ruoli in una stessa persona sembrerebbe, dunque, contraddittorio.

Ciò è ancor più evidente nel caso dei soci amministratori. L’amministratore è una figura che si occupa di gestire la società, prendendo decisioni a livello manageriale che possono essere di natura finanziaria, fiscale, e così via. Immaginare un lavoratore dipendente che sia anche investito da tali poteri risulta piuttosto difficile. In realtà, però, la legge italiana non vieta espressamente che un socio possa anche lavorare all’interno dell’azienda, perché l’azienda stessa nella sua forma societaria può essere considerata il datore di lavoro. È necessario che si rispettino, però, due condizioni. La prima riguarda il fatto che l’attività del socio non può coincidere con quella del dipendente. In altri termini, il lavoratore dipendente socio non può essere anche chiamato a gestire la società, ossia non può anche essere un amministratore.

L’altra condizione da soddisfare per far sì che un socio sia anche un lavoratore dipendente della Srls riguarda il fatto che lo stipendio percepito come dipendente deve essere nettamente separato dai guadagni conseguiti dalla società.


Che succede se i soci sono parenti?

Nel caso, ad esempio, di una Srl semplificata o ordinaria, i cui soci sono imparentati, ad esempio marito e moglie, è possibile che, ad esempio, la moglie assuma il marito o viceversa? Anche in questo caso, la legge non è molto chiara. Infatti, in alcuni testi legislativi si legge che nel caso di soci legati da parentela il rapporto di lavoro può essere convalidato perché si considera la società stessa come datore. In altre parti, però, ciò sembrerebbe contraddetto, soprattutto per quanto riguarda la convalida da parte dell’INPS, che non è possibile, nel caso specifico, se una società è costituita da due soli soci imparentati fra loro e conviventi e uno dei due assume su di sé tutti i poteri sociali o ha la maggioranza delle quote sociali. Ovviamente, se la società a responsabilità limitata ha un solo socio, ossia è del tipo unipersonale, è possibile al socio unico assumere i propri parenti nella società. In tal caso, però, si parla di impresa familiare.


Quali sono le caratteristiche dell’impresa familiare?

Una Srls è definita familiare quando uno o più persone imparentate con l’imprenditore – socio collaborano con lui o lei. I parenti vanno intesi come tali solamente fino al terzo grado di parentela. Anche i coniugi possono assumersi fra di loro, nel qual caso si parla di impresa coniugale. L’unica condizione stabilita dalla legge in tal senso è che i coniugi devono essere in comunione dei beni. I collaboratori o i dipendenti appartenenti alla stessa famiglia del datore devono anche svolgere un’attività non occasionale all’interno della Srls e se hanno anche altri lavori, quella svolta nell’ambito della società dev’essere l’attività principale.

Se hai domande da fare, contattaci. Faremo il nostro meglio per aiutarti.

%d bloggers like this: