Aumento capitale sociale della Srl semplificata

Le Srls sono state inizialmente istituite per avvantaggiare chi non ha molti soldi in partenza. Come si sa, infatti, questo tipo di società a responsabilità limitata può essere costituito con un solo Euro di capitale. Se, da un lato, questo è indubbiamente un vantaggio perché consente davvero a chiunque di avviare una società, dall’altro lato, il capitale ridotto necessario può essere un ostacolo quando è necessario rivolgersi alle istituzioni finanziarie, che chiedono sempre molte garanzie prima di concedere un prestito, soprattutto nel caso delle società a responsabilità limitata.

In questo tipo di società, infatti, fra le quali è compresa la Srls, è possibile rivalersi esclusivamente sulla quota di capitale versato.
Se si ha questo problema, è bene sapere che è possibile aumentare il capitale delle Srls in modo da offrire maggiori garanzie alle banche.

Se vuoi fare delle domande, contattaci. Saremo lieti di aiutarti.


Che succede quando si vuole aumentare il capitale delle Srl semplificate?

Per quanto riguarda gli aumenti di capitale delle società a responsabilità limitata semplificate, bisogna fare una distinzione. Se si desidera aumentare il capitale fino a 9.999 Euro, la Srl resta semplificata. D’altra parte, se il capitale aumentato supera tale cifra, la Srl passa obbligatoriamente ad essere di tipo ordinario.

Un vantaggio che si ha aumentando il capitale delle Srls consiste nel fatto che non è necessario versare la cifra aggiuntiva in denaro, com’è invece obbligatorio fare all’atto della costituzione. Ciò significa che, ad esempio, al posto dei contanti si può contribuire con azioni, obbligazioni, e così via. È anche possibile sostituire i contanti con la stipula di una polizza assicurativa o di una fideiussione bancaria. L’aumento del capitale può essere effettuato anche in caso di perdite che superano un terzo del capitale iniziale.


Che succede se è necessario passare da Srls a Srl ordinaria?

Se l’aumento di capitale stabilito dai soci porta il capitale complessivo della società a superare i 9.999 Euro, la Srl non può più essere considerata semplificata, come si è visto, ma deve necessariamente passare ad essere considerata Srl ordinaria. In questo caso, bisogna adeguare l’atto costitutivo perché nel caso di una Srl semplificata questo documento è redatto sulla base di un modulo prestampato e non ammette la presenza di clausole speciali.

Nel momento in cui la Srls diventa Srl ordinaria, dunque, tale cambiamento dev’essere inserito nell’atto costitutivo o statuto della società. Inoltre, nell’atto stesso è necessario indicare in che misura ciascun socio contribuisce all’aumento del capitale, perché ciò influisce anche sulle quote di partecipazione alla società. In altre parole, il socio che mette a disposizione più soldi ha anche una percentuale più alta di quote e, in misura limitata, anche più “peso” nelle decisioni che riguardano la società stessa. Tutto ciò non viene ovviamente considerato nel caso delle Srls unipersonali nelle quali, cioè, il socio è uno solo.

Non è inoltre necessario far effettuare una verifica per quanto riguarda il patrimonio dei soci, perché per quanto riguarda le Srl, semplificate e ordinarie, il patrimonio personale non può essere intaccato in caso di debiti.


Quali sono i cambiamenti a livello di regime fiscale?

Quando si desidera passare da Srl semplificata a Srl ordinaria, a livello di regime fiscale non succede niente. Infatti, le Srls sono già soggette al regime fiscale ordinario, esattamente come le Srl non semplificate. Questo particolare è, infatti, uno dei problemi che devono affrontare i soci di una Srls, che probabilmente hanno scelto la forma semplificata per godere di alcune agevolazioni al momento dell’avvio della società, ma che si ritrovano, poi, a dover affrontare spese di gestione piuttosto alte perché non la legge non prevede alcuna agevolazione fiscale per questo tipo di società.

Il regime fiscale ordinario può essere piuttosto oneroso per diversi motivi, soprattutto per via delle tasse che bisogna pagare nel corso dell’anno fiscale, oltre che della necessità di dover versare l’Iva allo stato a scadenze periodiche. Tutto questo comporta la necessità di far vidimare alcuni registri contabili che vanno poi aggiornati regolarmente. Inoltre, data la complessità del regime ordinario, è anche necessario quasi sempre assumere un commercialista che si occupi di tutto ed eviti errori che si potrebbero pagare a caro prezzo. Ovviamente, però, i commercialisti sono piuttosto costosi e questo si traduce in un aumento ulteriore delle spese da parte delle società a responsabilità limitata, semplificate e ordinarie. Il Servizio Contabile Italiano permette di abbassare sensibilmente tutti questi costi.

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