Quanti soci può avere la Srl semplificata?

Se si cerca la parola “società” nel dizionario, la definizione che si trova è quella di un’organizzazione di persone che si riuniscono per cooperare a un fine comune. Ciò è vero, ad esempio, per la cosiddetta società civile. Quando si parla di società a livello di impresa, però, le cose diventano più complicate. Infatti, da un lato le società come ad esempio le Srl semplificate possono essere costituite da più persone, ma dall’altro, la legge prevede anche che le società possano essere costituite da un unico soggetto o individuo. In questo caso, si parla di Srls unipersonali o a socio unico.

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Qual è lo scopo delle Srls semplificate unipersonali?

Le società a responsabilità limitata semplificate a socio unico sono state istituite per dare, a chiunque ne abbia i requisiti, la possibilità di poter fondare una Srls anche senza la collaborazione di altre persone. In questo modo, si può usufruire dei vantaggi offerti da una Srls. Fra questi, spiccano soprattutto il fatto che i costi iniziali e il capitale necessario per la sua apertura sono ridotti, oltre al dettaglio non trascurabile costituito dalla limitazione della responsabilità, in caso di debiti, al capitale versato, in questo caso dal socio unico. Inoltre, a differenza del titolare di una ditta individuale, il socio unico di una Srls può assumere dipendenti per lo svolgimento delle attività che costituiscono lo scopo della società.


Il socio unico può anche amministrare la Srls?

La legge non vieta al socio unico di una Srl semplificata unipersonale di amministrare la propria azienda; al contrario, in passato l’amministrazione di questo tipo di società era riservato esclusivamente ai soci. Nel 2013 è stata, però, apportata una modifica all’ordinamento giuridico, grazie alla quale adesso l’amministrazione delle Srls può essere affidata anche a terzi estranei alla società.

La differenza fondamentale fra un socio e un amministratore è che quest’ultimo può non essere responsabile degli eventuali debiti contratti dall’azienda. Ciò costituisce una contraddizione, in quanto in realtà è proprio l’amministratore a definire le strategie che reputa più adatte per la gestione dell’azienda in modo da farla prosperare, ma la legge italiana non ha ancora preso provvedimenti in merito. In caso di cattiva gestione, tutto ciò che i soci o il socio possono fare, è sostituire l’amministratore o gli amministratori della società.


L’amministratore di una società è considerato un lavoratore dipendente?

Anche se un amministratore esterno è un soggetto che percepisce un onorario da parte del socio o dei soci, la legge dice chiaramente che non può essere considerato un dipendente. In realtà, nell’ordinamento giuridico italiano non esiste una definizione precisa di dipendente o lavoratore subordinato, ma una cosa è chiara, ossia il dipendente non ha un potere decisionale all’interno dell’azienda o della società.

Ovviamente, i dipendenti possono essere consultati periodicamente ed esprimere le loro idee e opinioni su ciò che potrebbe migliorare l’andamento dell’azienda, e molti datori di lavoro si preoccupano di fare questo in modo periodico. La decisione finale, però, non spetta ai dipendenti, ma ai datori di lavoro. La differenza con un amministratore esterno, dunque, consiste proprio nel fatto che questa figura ha un potere gestionale, e il fatto di considerarlo un dipendente sarebbe in contrasto con il ruolo del lavoratore subordinato, che è, invece, di tipo esecutivo.


Che responsabilità ha l’amministratore socio in caso di fallimento?

Per la legge italiana, in caso di fallimento di una società a responsabilità limitata che non può far fronte ai propri debiti solamente con il proprio capitale, è possibile proporre un’azione di responsabilità nei confronti di eventuali soci amministratori, nel caso in cui siano ritenuti, appunto, responsabili in quanto i debiti sono stati causati dalla cattiva gestione dell’azienda.

Se la colpa o il dolo dell’amministratore sono confermati da una sentenza del tribunale, i creditori possono arrivare a rivalersi su di lui anche per ciò che riguarda il patrimonio privato, ossia gli eventuali immobili e i beni personali che non sarebbero, invece, intaccati nel caso dell’esclusiva responsabilità limitata. Ovviamente, se i debiti e il conseguente fallimento della società non sono imputabili a una cattiva condotta da parte dell’amministratore, questi non è da ritenersi responsabile in alcun modo. Logicamente, anche ciò va dimostrato e confermato da una sentenza, che verrà emessa dopo che è stata confermata l’eventuale innocenza da parte dell’amministratore socio.


Costituzione della Srl Semplificata

Prima di costituire una Srl Semplificata devi parlare con un Commercialista. È fondamentale verificare se la Srl Semplificata è il tipo di società più conveniente perché questo dipende dal caso specifico. Inoltre è fondamentale costituirla nel modo giusto, modificarla dopo potrebbe essere molto costoso. Se non hai un commercialista a chi affidarti, puoi contattare il Servizio Contabile Italiano. Loro ti metterano sulla strada giusta.

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