S.R.L. Semplificata e regimi dei minimi

Una Srl semplificata è un tipo di società a responsabilità limitata particolare che ha lo scopo di agevolare chi non ha i capitali sufficienti ad avviare una Srl ordinaria, ma vuole comunque mettere su un’impresa per avvantaggiarsi del fatto che, in caso di debiti, la responsabilità dei soci è limitata alla quota di capitale versato. Una Srl, semplificata o ordinaria può anche essere avviata da un’unica persona. Inoltre, per avviare una Srl semplificata è sufficiente un capitale minimo di un euro, mentre il limite massimo del capitale da versare per queste società è di 9.999 euro.

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Il “regime dei minimi” non è, d’altra parte, un tipo di impresa, ma solo un regime fiscale agevolato del quale possono usufruire alcuni possessori di Partita IVA, purché soddisfino alcuni requisiti elencati più avanti. Questa soluzione è stata introdotta nel codice legislativo italiano in modo da favorire la ripresa economica consentendo ai giovani di aprire una partita IVA meno onerosa di quella che rientra nel regime di contabilità ordinaria.


Cosa conviene di più?

Aprire una ditta individuale in regime dei minimi è in genere più vantaggioso rispetto al fatto di avviare una Srl semplificata da un punto di vista monetario. Infatti nel primo caso si pagano le spese di costituzione che possono prevedere anche quelle necessari per iscriversi alla Camera di commercio in base al tipo di attività, ma i costi successivi di gestione sono ridotti. Invece, per costituire una Srl semplificata sono necessari in media 400 Euro e i costi di gestione annui sono più elevati perché includono la necessità di assumere un commercialista.

D’altra parte, la responsabilità di un lavoratore autonomo è maggiore di quella di chi fa parte di una Srl semplificata, che si tratti di una Srls individuale oppure costituita da soci. Infatti, se sopravvengono debiti, nel primo caso il lavoratore individuale risponde anche con il patrimonio personale, mentre in una Srls la responsabilità si limita alla quota di capitale versato.

Per essere sicuro di cosa ti conviene di più dovresti però contattare il tuo commercialista. Ogni caso specifico è diverso. Nel caso non avessi un commercialista della tua fiduccia, puoi contattare il Servizio Contabile Italiano. Sono molto affidabili e ti possono sicuramente aiutare.


Chi può usufruire del regime dei minimi?

Il regime dei minimi non va confuso con una forma di società, perché si tratta solamente di un tipo di sistema fiscale nel quale possono rientrare diverse categorie. In particolare, possono usufruire del regime dei minimi i professionisti e gli imprenditori che soddisfano i seguenti requisiti:

  • il fatturato massimo annuo conseguente all’attività svolta non deve superare i 30.000 Euro;
  • non si possono avere dipendenti, collaboratori a progetto o soci;
  • è necessario non avere avuto né avere avviato altre imprese o attività lavorative di tipo autonomo nei tre anni precedenti;
  • l’attività svolta non può far parte di alcuni settori come quello agricolo, editoriale, turistico e altri;
  • il valore dei beni che è necessario acquistare per lo svolgimento dell’attività lavorativa non può superare i 15.000 Euro


Quali sono i vantaggi del regime dei minimi?

Chi rientra nel regime fiscale dei minimi usufruisce indubbiamente di alcuni vantaggi, fra i quali:

  • Non è necessario tenere alcun registro per vendite, corrispettivi e acquisti, cosa che comporterebbe il costo di assunzione di un commercialista. Compilare questi registri è però consigliabile perché possono tornare utili soprattutto in caso di fallimento;
  • Non è obbligatorio liquidare l’IVA a scadenze mensili o trimestrali poiché questa imposta non si aggiunge alle vendite e non si sottrae dagli acquisti;
  • Non è necessario pagare l’IRAP;
  • Si usufruisce di alcuni vantaggi fiscali relativi all’Irpef, che passa dal 20% al 5%.


Quali obblighi comporta il regime dei minimi?

Gli imprenditori e i professionisti che si avvantaggiano di questo regime fiscale hanno i seguenti obblighi:

  • le fatture di acquisto e di vendita vanno numerate e conservate insieme a eventuali documenti relativi alla dogana;
  • i compensi ricevuti vanno documentati;
  • la dichiarazione dei redditi è obbligatoria anche nel caso in cui il fatturato corrisponda a 0.


Che succede se i requisiti vengono meno?

Non è più possibile avvantaggiarsi del regime dei minimi a partire dall’anno successivo a quello in cui in cui si verifichi anche una sola delle seguenti condizioni:

  • i ricavi dell’attività superano i 30.000 euro;
  • si decide di assumere un dipendente o un collaboratore a progetto;
  • si acquistano beni legati all’attività per un valore superiore ai 15.000 Euro.
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