S.R.L. Semplificata Innovativa

Che cos’è una start-up innovativa?

Si definisce start-up innovativa un’impresa caratterizzata dal fatto di non avere azioni sociali quotate su un mercato regolamentato e di avere come scopo unico o prevalente il fatto di sviluppare, produrre o mettere in commercio servizi o prodotti tecnologicamente avanzati e innovativi.

Fra le altre caratteristiche, una start-up innovativa può essere un’impresa appena avviata, oppure può essere un’azienda che è operativa da non più di quattro anni, purché il bilancio della produzione annua non superi i cinque milioni di euro a partire dal secondo anno di attività.

Non possono essere considerate start-up le aziende che derivano da fusioni o scissioni di altre società o che hanno la sede principale al di fuori del territorio italiano.

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Le Srl semplificate possono essere start-up innovative?

Per legge, possono essere annoverate fra le start-up innovative solamente le società di capitali, ossia le Società per azioni, le Società a responsabilità limitata, le Società in accomandita per azioni e le Società cooperative. Un’altra regola che riguarda questo tipo di società è che la maggioranza del capitale sociale dev’essere in possesso di persone fisiche, nel momento in cui la società è costituita e per i due anni che seguono all’avvio della società stessa.

Poiché la Srl semplificata è un tipo di società di capitali, nello specifico una società a responsabilità limitata, un’azienda avviata come Srls può assumere la qualifica di start-up innovativa purché soddisfi i requisiti elencati in precedenza.


Quali sono i costi di avvio e di gestione di una start-up innovativa?

Per poter avviare una start-up innovativa è necessario stilare l’atto costitutivo davanti a un notaio, che poi si occupa anche della sua registrazione. Il notaio provvede successivamente a inscrivere la società nel registro delle imprese. Per questo motivo, fra i costi per avviare una start-up si annoverano le spese notarili, con l’eccezione, però delle Srl semplificate, per le quali le spese notarili non sono dovute.

Altri costi comprendono l’eventuale iscrizione alla Camera di Commercio, anche se le start-up sono esenti dal versamento dei diritti di segreteria e delle imposte di bollo e il diritto annuale non si paga per quattro anni dall’iscrizione.

Le spese di gestione delle start-up innovative variano in base alla tipologia di società e del regime fiscale da esse adottato. Questo è un aspetto da parlare con il tuo commercialista. Se non hai un commercialista della tua fiducia puoi contattare il Servizio Contabile Italiano. Loro ti guideranno sul tipo di società e di regime fiscale più conveniente per il tuo caso specifico.


Quali sono i vantaggi di una start-up innovativa?

Al di là delle spese ridotte per la loro costituzione, le start-up innovative possono usufruire di diversi vantaggi:

  • detrazioni fiscali: per questo tipo di società l’IRPEF può essere detratta al 19% o addirittura al 25% in base alla tipologia. Anche l’IRES, ossia l’Imposta sul reddito delle società, può essere detratta fino a un massimo del 27%
  • agevolazioni per l’assunzione di personale: le start-up hanno la facoltà di assumere dipendenti altamente qualificati stipulando contratti a tempo determinato che vadano da un minimo di sei mesi a un massimo di tre anni, anche se è possibile rinnovarli per un altro anno allo scadere del terzo. Se la start-up desidera continuare ad avvalersi della collaborazione delle stesse persone, dopo il quarto anno di assunzione dovrà assumerle con contratto a tempo indeterminato.
  • maggiori possibilità di ricevere investimenti: le start-up potranno avvantaggiarsi del fatto che le società terze che volessero investire in una start-up, direttamente o indirettamente, ossia investendo in società che a loro volta investono nelle start-up, potranno usufruire di diversi incentivi fiscali. Per questo motivo, sarà più facile per una start-up ricevere investimenti.


Quali sono gli altri obblighi cui devono sottostare le start-up innovative?

Fra gli ulteriori impegni che le start-up devono assumersi obbligatoriamente, troviamo i seguenti:

  • le start-up sono tenute a sostenere alcune spese per la ricerca e lo sviluppo, che devono ammontare almeno al 15% del maggior valore fra costo e valore totale della produzione. Inizialmente, la percentuale delle spese per la ricerca e lo sviluppo delle start-up era del 20%, ma è stata abbassata con un decreto del 2013;
  • almeno un terzo dei dipendenti e della forza lavoro impiegata dalle start-up dev’essere in possesso o in corso di dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure deve avere conseguito una laurea o avere svolto un’attività legata alla ricerca per almeno tre anni, all’estero o sul territorio italiano. Alternativamente, i due terzi dei dipendenti devono avere conseguito una laurea magistrale;
  • il possesso dei requisiti previsti per poter annoverare la società fra le start-up innovative deve essere documentato del rappresentante legale dell’azienda depositando un’autocertificazione presso l’Ufficio del Registro.
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