Volume d’affari nella SRL Semplificata

Un decreto del 2011 ha stabilito che le imprese individuali possono usufruire di un regime contabile particolarmente vantaggioso, purché non superino un volume di affari annuo di 30.000 Euro. Inoltre, la spesa complessiva per acquistare i beni necessari allo svolgimento delle attività oggetto dell’impresa non può superare i 15.000 Euro. Questo regime fiscale è detto “dei minimi” e può essere adottato dalle aziende che rientrano nei parametri appena menzionati per almeno 5 anni di seguito, fino al raggiungimento del trentacinquesimo anno di età. Fra i vantaggi offerti dal regime dei minimi troviamo il fatto di non dover addebitare l’IVA ai clienti – e quindi non è necessario versarla allo stato periodicamente. Inoltre, chi usufruisce del regime dei minimi è tenuto solamente al pagamento di un’imposta sostitutiva pari al 5% dell’Irpef e delle addizionali varie. Ciò comporta un notevole risparmio per le aziende.

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Che succede nel caso delle Srl semplificate?

Le Srl semplificate sono state introdotte nell’ordinamento legislativo italiano con lo scopo di avvantaggiare innanzitutto i giovani che desideravano metter su un’impresa ma non avevano a disposizione un capitale elevato. Infatti, inizialmente questo tipo di azienda era destinato ai minori di 35 anni, anche se solamente dopo pochi mesi questo limite era già stato abolito.

Le Srls sono ancora un tipo di impresa che può essere vantaggioso per chi non ha molti soldi in partenza, poiché possono anche essere fondate con un solo Euro di capitale – il limite massimo è di 9.999 Euro – e permettono di risparmiare sulle spese di costituzione. Le Srl semplificate possono anche essere unipersonali, ossia non è necessario che ci sia più di un socio per la loro costituzione. È legittimo, dunque, chiedersi, se anche le Srls possano usufruire del regime dei minimi nel caso in cui non superino un volume di affari di 30.000 Euro. Ebbene, la risposta, purtroppo, è no, perché le Srl semplificate a socio unico non possono essere considerate ditte individuali.


Differenze fra ditta individuale e Srls unipersonale

Una ditta individuale è, per definizione, un’entità creata allo scopo di costituire un’impresa, ossia una “attività economica professionalmente organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi”. Nel caso della ditta individuale, impresa è costituita da un unico individuo che svolge l’attività e identifica l’impresa stessa nella sua persona. La differenza principale con una Srl semplificata a socio unico consiste nel fatto che la ditta individuale non è una società e, nello specifico, non è una società di capitali a responsabilità limitata. In altri termini, in caso di debiti il titolare di una ditta individuale risponde ai creditori interamente e con il suo patrimonio.

D’altra parte, in una Srl semplificata la responsabilità dei soci o del socio unico è limitata alla quota di capitale versato. Per fare un esempio, se un socio unico avvia una Srls con 1.000 Euro, in caso di debiti i creditori hanno la garanzia di riavere indietro 1.000 Euro per legge, ma se l’ammontare del debito è maggiore non possono pretendere che il socio unico venda, ad esempio, la sua casa per ripagare il debito. Come si vede, dunque, le ditte individuali comportano rischi maggiori. Per questo motivo, il legislatore ha deciso di avvantaggiarle maggiormente dal punto di vista fiscale, per ridurre al minimo la possibilità di contrarre debiti.


Quale regime fiscale devono adottare le Srl semplificate?

Il regime fiscale che può essere adottato dalle Srl semplificate è detto “regime ordinario” ed è lo stesso delle Srl non semplificate. In questo senso, come si può facilmente immaginare, le Srl semplificate non sono avvantaggiate rispetto a quelle ordinarie. La caratteristica principale del regime contabile ordinario consiste nel fatto che è necessario registrare tutti i movimenti che riguardano l’attività aziendale, suddivisi in entrate e in uscite. Per annotare tali movimenti si utilizza un apposito registro, che è obbligatorio. La contabilità ordinaria prevede anche l’utilizzo di una serie di altri registri obbligatori, alcuni dei quali vanno fatti vidimare, e ciò comporta delle spese.

Inoltre, anche se il concetto di entrate e uscite può sembrare semplice, in realtà non lo è perché alcuni movimenti che in apparenza sembrerebbero parte delle entrate, vanno in realtà annotati come uscite e viceversa. Per questo motivo, oltre che per avere la certezza assoluta di tenere la contabilità nel modo corretto, è consigliabile chiedere l’aiuto di un professionista, ossia di un commercialista, cosa che però comporta una notevole spesa aggiuntiva per la società. Una buona soluzione è quella di utilizzare il Servizio Contabile Italiano, che fornisce un servizio di ottimo livello a prezzi molto vantaggiosi perché è tutto online.

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